Il Medioevo, nella città di Roma più che altrove “età di mezzo”, stretto tra la grandezza dell’antichità e le trasformazioni della città rinascimentale e barocca, è stato illuminato, soprattutto negli ultimi decenni, da studi, restauri, scoperte.
Nell’ambito del progetto proposto per l’adesione del Liceo Montale alla rete delle scuole associate all’UNESCO, agli studenti si è proposto di riconoscere e analizzare gli spazi e le forme artistiche di questo periodo, spesso nascosti dai rifacimenti successivi. La zona scelta per l’indagine è stata quella intorno a S. Giovanni in Laterano, basilica paleocristiana dove, già a partire dal IV secolo, si definisce la residenza del pontefice e poi un vero e proprio borgo fatto di edifici ecclesiastici ma anche ad uso abitativo e artigianale. A ridosso delle mura Aureliane, il borgo si impone sul vuoto circostante, un’ampia zona di disabitato che si trasformerà progressivamente in orti e giardini e infine, dopo il 1870, in terreni da sfruttare per le costruzioni intensive della nuova capitale. Nel Medioevo il suo isolamento era protetto da una sorta di cintura difensiva di edifici cultuali e monastici, definiti lungo le strade di collegamento con Roma, soprattutto la via Papalis (percorsa dal corteo in occasione dell’insediamento di un nuovo pontefice e poi dai pellegrini desiderosi di visitare le grandi basiliche) e la via Maior che dal Colosseo saliva al Celio.

L’attenzione degli studenti della III A si è soffermata ad approfondire le vicende e le stratificazioni che riguardano la Basilica di S. Clemente, mentre gli studenti della IV Q hanno analizzato la zona nel suo insieme e ricordato le emergenze artistiche più rilevanti: oltre alla Basilica e al complesso Lateranense, quello che rimane del Patriarchio, il Sancta Sanctorum, il Battistero e poi, accanto a S. Clemente, il Monastero dei Ss. Quattro Coronati.
La visita compiuta con gli alunni non ha cercato tanto di fissare un momento ma di attraversare la storia, considerando la città come un organismo vivo, immaginando attraverso l’analisi dei resti la vita dei suoi abitanti, l’affollarsi dei pellegrini, le consuetudini del clero. Una microstoria intrecciata alla grande storia della politica religiosa di Costantino, dei rapporti del papato con l’impero di Carlo Magno, delle distruzioni dovute a Roberto il Guiscardo, della ricostruzione edilizia e monumentale di Roma voluta da Pasquale II e dell’abbandono subito dalla città durante la cattività avignonese.
Alla visita è seguito un lavoro compiuto dentro, ma soprattutto fuori, le ore curriculari, di ricerca, di redazione di testi e scelta di foto (in parte autoprodotte, in parte selezionate da siti internet) che potessero illustrarli. Naturalmente questa fase ha comportato una riflessione sulla qualità e sull’affidabilità delle fonti web e quindi sui criteri di selezione che devono essere usati. Il materiale, revisionato, è stato organizzato utilizzando i programmi Power Point e Movie Maker, il cui funzionamento si è proposto a tutti gli studenti di approfondire.

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